L’arte nella religione – Roma e Bisanzio

Iniziamo dal periodo conclusivo di un impero che ha segnato letteralmente la storia dell’umanità, l’impero romano, passando poi a parlare della nascita di quella che sarà la religione più influente e professata tutt’ora in tutto il mondo.

Nel capitolo che ho appena finito di leggere, per la precisione il sesto del libro “La Storia dell’Arte”, l’autore, Ernst Gombrich, descrive come l’ascesa del Cristianesimo abbia sconvolto ancora una volta il mondo dell’arte, con nuove regole, nuove teorie e canoni.

Arriviamo al 313 d.C. in cui l’imperatore Costantino proclamò la libertà di culto per il Cristianesimo e dopo la quale, i fedeli si trovarono costretti a riprendere in esame l’atteggiamento che avevano verso l’arte.

La Chiesa era oramai diventata la potenza più forte dell’impero e doveva quindi rappresentare il suo nuovo messaggio ai fedeli con un linguaggio comprensibile a tutti, dall’analfabeta all’aristocratico.

I luoghi di culto non potevano essere strutturati come i templi pagani, che erano adibiti solo per accogliere la statua del dio a cui era dedicato il tempio, ma bensì furono costruiti dei sulla base di antiche sale esistenti nel periodo classico, note con il nome di “basiliche“.

Dal momento in cui la madre di Costantino ordinò la costruzione di un luogo del genere, tutte le basiliche e le chiese furono costruite su quella base, proprio come questa:

S. Apollinare in Classe, Ravenna


Una delle primissime chiese edificate in quel tempo fu proprio questa, che ci da la possibilità di farci ritornare indietro nel tempo.

S. Apollinare in Classe è stata definita il più grande esempio di basilica paleocristiana. Nonostante le spoliazioni subite nel corso dei secoli, la chiesa tutt’oggi preserva la bellezza della struttura originaria ed è ammirata per gli splendidi mosaici policromi del suo catino absidale e gli antichi sarcofagi marmorei degli arcivescovi collocati lungo le navate laterali.

La parte dedicata al raduno di fedeli per assistere alle diverse prediche era stata denominata “navata”, Gli scomparti laterali più stretti e bassi “ali”, quella dedicata all’altare “coro”. I soffitti erano formati da travi di legno a vista, come in foto, e le colonne he dividevano la navata centrale dalle ali erano sontuosamente decorate.

Facciata S. Apollinare in Classe, Ravenna
Navata centrale di S. Apollinare in Classe, Ravenna

Le basiliche e le chiese a quel tempo erano state arricchite con immagini raffiguranti la diverse storie della Bibbia ed i suoi simbolismi soprattutto attraverso mosaici e dipinti

In foto vediamo la Trasfigurazione in mosaico policromo situato al di sopra dell’altare.


Dopo aver trovato la soluzione alla struttura e alla costruzione delle zone di culto, spuntò il problema della loro decorazione.

L’arte cristiana in Occidente

La questione aveva acceso molte dispute dato che si discuteva, anche violentemente, tra chi pensava che era giusto rappresentare o meno la figura di quel Dio che è uno, invisibile ed onnipotente.

Infatti, da una parte c’erano gli iconoclasti, che affermavano che i pagani appena convertiti non potevano trovare la verità nella nuova religione se nei suoi luoghi venivano erette statue come nei vecchi templi. Non avrebbero trovato praticamente nessuna differenza e non avrebbero considerato Dio, come detto prima, uno, invisibile ed onnipotente.

Dall’altra parte c’erano però gli iconoduli, che al contrario difendevano il culto delle immagini sacre per un solo e semplice motivo che si può riassumere in una frase:

La pittura può servire all’analfabeta, quanto la scrittura a chi sa leggere.

Papa gregorio magno, vi sec.

Un papa, dall’alto della sua autorità, mise fine ad ogni disputa. Le immagini e le statue saranno da quel momento in poi parte fondamentale del decoro dei luoghi di culto cristiani, soprattutto nelle zone occidentali e latine dell’impero romano.

Gli artisti, da quel momento, furono incaricati a rappresentare messaggi, storie e simbolismi del Cristianesimo con un linguaggio il più possibile chiaro e semplice, escludendo qualsiasi cosa che avrebbe sviato l’attenzione sulle loro sacrosante finalità.

All’inizio l’influenza dell’arte romana era ancora presente, ma a poco a poco gli artisti cominciarono a concentrarsi sempre più sull’essenziale. Un esempio di questo processo lo troviamo in questo mosaico:

Moltiplicazione dei pani e dei pesci

Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, Ravenna


I princìpi di cui sopra, in questo mosaico sono stati applicati con la massima coerenza.

Probabilmente un artista greco avrebbe rappresentato una scena del genere con una folla di 5000 persone sfamate da Gesù attraverso il suo miracolo in una scena vivace e drammatica.

E invece qui l’artista, attraverso l’arte del mosaico, racconta questo miracolo con strabiliante semplicità, facendo arrivare il messaggio divino al cuore di ogni persona, che all’analfabeta.


L’opera all’inizio può sembrare quasi infantile con le sue linee semplici e dirette, ma l’artista conosceva bene l’arte greca e romana, e infatti la sua abilità la troviamo nella padronanza di illustrare i drappeggi delle tuniche e le loro pieghe che delineano con precisione le articolazioni delle braccia e delle gambe di ogni personaggio presente.

Le idee egizie di essenzialità e precisione, quindi, tornano prepotenti in questi tempi, ma allo stesso tempo entra in gioco un altro aspetto essenziale che differisce questa nuova arte dalle altre, la raffinatezza.

Gli artisti del 500 d.C., rispetto a quelli del 500 a.C., e quindi greci, non hanno più lo stimolo di osservare la natura e mettere a confronto le loro teorie con la realtà.

Ma per un motivo molto semplice. I greci e i romani avevano lasciato in eredità tantissime figure in tutte le posizioni possibili e potevano essere prese di ispirazione per le opere che poi sarebbero state create dai nuovi artisti.

L’arte religiosa in Oriente

L’impero romano d’Oriente in principio presentava, come in Occidente, un conflitto continuo tra iconoclasti e iconoduli, che si concluse con la ragione data alle idee di questi ultimi.

Infatti gli iconoduli avevano convinto la chiesa spiegando:

Se Dio nella Sua misericordia si volle manifestare all’occhio dei mortali nelle sembianze umane di Cristo, perchè non dovrebbe essere disposto a rivelarsi in immagini visibili?

Noi non adoriamo le immagini in quanto tali, come facevano i pagani; attraverso e al di là delle immagini, noi veneriano Dio e i santi”

Questa tesi ebbe un enorme impatto sulla storia dell’arte poichè gli iconoduli ebbero la meglio dopo un secolo di repressioni, ma soprattutto, al contrario delle semplici idee del Papa, in Oriente l’arte fu concepita in modo molto più approfondito.

In Oriente, oltretutto, le regole artistiche del Papa erano avverse agli artisti, quindi loro concepirono immagini che non erano esclusivamente ad uso per gli analfabeti, ma bensì crearono misteriose emanazioni di un mondo soprannaturale.

Non immagini semplici e piatte come ordinato dal Papa per le chiese e le basiliche in Occidente, ma opere arricchite di sfumature, drappeggi dettagliati, visi modellati, prove di arcaica prospettiva e molte altre tecniche. Come in questa opera:

Madonna con bambino


Questo dipinto potrebbe sembrare molto remoto dalle conquiste dell’arte greca, ma in realtà presenta tutti i dettagli di questa arte. Ogni accortezza, le ombre, lo studio dei drappeggi e delle pieghe sono caratteristici dell’arte ellenistica.

Le differenze tra l’arte cristiana d’Oriente e quella d’Occidente si basa proprio sull’abbondanza o meno di questi dettagli ed altri soggetti umani o naturali nelle opere.

Madonna in Trono con Bambino – Arte Bizantina Medioevo

Gli artisti bizantini furono i creatori dei vasti cicli di grandi e solenni immagini che campeggiano negli interni delle grandi chiese bizantine, infatti un altro esempio di come questa arte, grazie alla sua grandiosità e maestà, rappresenta la gloria di Cristo e la sua potenza è il “Cristo sovrano dell’universo, Madonna con il bambino e santi” nella prossima foto:

Duomo di Monreale, Cristo sovrano dell’universo


Siamo in Sicilia. Qui, nel Duomo di Monreale gli artisti bizantini rappresentarono la maestosa figura di Cristo in cima alla semicupola del Cristo e il resto delle scene e delle figure religiose in uno sfondo completamente dorato, come a dire ai fedeli di non poter più abbandonare questa religione. Ogni simbolo, personaggio e scena si rivelano simboli perfetti della Divina verità: il Cristo che leva la mano destra in segno di benedizione, sotto la Madonna con il bambino, i santi disposti in fila.


Questa gloriosa rappresentazione, e in generale questa tipologia di raffigurazione, fu di grande ispirazione per l’arte religiosa nell’est Europa e soprattutto in Russia.

Vi do appuntamento alla prossima settimana con nuovi argomenti e curiosità!

Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti!

Non dimenticatevi di seguirmi su Instagram, Facebook, Twitter e presto anche su Youtube e IGTV!

Tutti i link come sempre li trovate in fondo alla pagina!

Buona lettura!


LEGGI ANCHE:

Pubblicato da Rosa C.

Aspirante restauratrice, amante dell'arte in tutte le sue forme. Studio da autodidatta tutti gli argomenti fondamentali per un futuro approfondimento della materia. Seguimi su Instagram, Facebook, Twitter, e presto anche su YouTube e IGTV!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: